Saba, pittrice di fiori, era l'ultima nata di una famiglia di ebrei italiani
di origine russa che all'indomani delle leggi razziali erano fuggiti
in Eritrea per salvarsi, per continuare a vivere.
Suo padre era un uomo affascinante, L'Africa una terra luminosa.
Ma la loro felicitá familiare era durata solo il tempo dei giochi
dell'infanzia. Poi la passione del padre per un'altra giovane donna,
al madre che fugge ferita nell'orgoglio, la famiglia che si polverizza,
l'avevano svegliata dal suo meraviglioso sogno vissuto ad Asmara,
<< Bosco fiorito >> di un Africa il cui ricordo resta nel cuore.
Quella di Saba non è soltanto la storia di un infanzia perduta.
La sua vita nasconde un'altro terribile segreto; il padre amato, la
madre ferita dal tradimento in realtá non le appartenevano.
Forse per questo gli anni che vennero dopo la videro infelice, distante,
incapace di ritrovare un armonia perduta: per questo era apparsa
come la meteora di una felicitá impossibile nella vita di un
solitario professore milanese, che ora ne confida la storia a un giovane
aspirante scrittore. Ma quel racconto appartiene a un libro che lui, forse,
non scriverà mai perchè è già stato scritto e, soprattutto, già
dolorosamente vissuto.
Tuttavia sará proprio quel ragazzo, fragile e alla ricerca di se
stesso quanto Saba, a squarciare il velo di un esistenza dominata
dall'illusione e dai ricordi. Perché solo uno scrittore, forse,
può ricomporre la vera immagine di Saba. Un immagine
di sé bambina che si è spezzata tanti anni fa e che l'ha
obbligata a vivere cercandosi. Senza trovarsi, o imbattendosi troppe
volte nei fantasmi dell'infanzia. Fantasmi caldi, solari, ammalianti come
l'Africa. Con questo romanzo Erminia Dell'Oro rivisita uno dei luoghi più
cari alla sua narrativa. Ma se fosse possibile, questa volta la scrittura
è ancora più intensa, attraversata da accensioni e
nostalgie, e svela la trepidazione dell'autrice per il destino singolare
dei suoi personaggi.