|
Sono Graziano Ripanti nato il 25/5/1938 a Monterado (An) e residente a Urbino in via S.Donato,1 tel. 0722/320539. Insegno all'Università di Urbino Filosofia teoretica nella Facoltà di Magistero e Filosofia della Religione presso l'Istituto di Scienze religiose. Mi sono laureato con Don Italo Mancini sull'Ermeneutica agostiniana (Agostino teorico dell'interpretazione paideia Brescia 1980) e mi sono sempre interessato di Ermeneutica filosofica nella quale ho prodotto e scritto (Gadamer cittadella Assisi 1978; Testo e significato QuattroVenti Urbino 1983; Le parole della metafisica QuattroVenti Urbino 1993; Parola e ascolto Morcelliana Brescia 1993) discepolo di Italo Mancini con cui mi sono laureato e con cui ho seguito la carriera universitaria. «L'ho conosciuto a 18 anni, venivo dalla campagna, dalle scuole rurali, ero intimidito dalla città. Gli devo tutto, per me non è stato solo un professore, ma un maestro di vita e mi ha aiutato in tanti modi». Così parla Giorgio Londei, laureato con don Italo con tesi "sul razionalismo di Voltaire e il misticismo di Pascal". Quel giovane è diventato sindaco di Urbino e poi senatore. Non importa neppur sapere di che partito, perchè don Italo viaggiava molto al di sopra dei confini dei partiti. Ed aveva il coraggio dell'anticonformismo. All'indomani della caduta del Muro gli fu chiesto di tenere il discorso del 25 aprile, in Comune. Accettò e - nel momento in cui tutti gettavano pietre contro il socialismo reale - ricordò la pur difficile grandezza di quella eredità culturale e morale. E l'onestà di tanti che si batterono per un mondo più giusto, mentre altri - considerati con le mani pulite - si adoperavano a fare il mondo più egoista e disumano. Nessuno poté eccepire nulla, perche lui 15 anni prima aveva scritto "della fine dell'età marxistica", quando sembrava trionfante. Don Italo era così: la verità profonda degli uomini e delle cose lo interessava molto di più dei discorsi di convenienza.
La proposta agli utenti Internet di questo sito su Italo Mancini |