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STORIA
IN SINTESI DELL'ISTITUTO Il "SI" di Madre Flora alla chiamata di Dio.
Narrare
la vita spirituale e operativa di Madre Flora è un'impresa
ardua ed anche le parole sono insufficienti. E' solo una sintesi breve delle tappe salienti dell'Opera che, in nome della sua incrollabile fede e della sua immensa fiducia in Dio, ella ha realizzato. Maria Santa Pallotta, questo è il nome di battesimo di Madre Flora, nasce a Force (AP) il 6 gennaio 1916 da famiglia benestante e di profonda fede cristiana. Giovanissima fa parte dell'Azione Cattolica e all'età di 16 anni l'ideale della scelta di vita si è già consolidato; è già diventata irrevocabile la decisione di intraprendere la via della vocazione religiosa.
Viene accolta nella congregazione "Piccole Ancelle del Sacro Cuore" di Città di Castello, Diocesi di Perugia, dove riceve una salda formazione religiosa. Intanto
lo Spirito del Signore opera in lei chiedendole qualcosa di diverso,
preparando ampie prospettive d'azione e donandole uno sconfinato amore
per i bambini, specialmente per quelli abbandonati, profughi, poveri
o in qualsiasi modo bisognosi.
Da un grande albero fruttuoso si stacca quindi un ramo che a sua volta porterà fiori e frutti. Così,
nel 1951, in risposta a questo appello interiore e in risposta ad
un'urgenza di carità, da inizio in Pesaro, via Flaminia, ad
una nuova Istituzione che verrà denominata "Missionarie
della Fanciullezza" perchè la nostra vocazione particolare
nella Chiesa è quella di donarci a Dio attraverso il servizio
ai fanciulli. I primi passi sono difficilissimi, ma la Divina Provvidenza si fa presente attraverso il costante sostegno morale e materiale del suo amato e generoso fratello Licio. Madre
Flora affronta innanzi tutto, con coraggio, tenacia e spirito lungimirante
il problema della formazione spirituale e culturale delle giovaniche,
seguendo la chiamata divina, vogliono intraprendere il cammino di
questo apostolato specifico. La divina Provvidenza, cui Madre Flora confida con assoluta certezza, veglia sulla giovane Comunità iniziata con la benedizione del Pastore della Diocesi di Pesaro, Mons. Bonaventura Porta, di venerata memoria, e poi incoraggiata e sostenuta dalla protezione attenta e autorevole del suo successore Mons. Luigi Carlo Borromeo che, nel 1962, decreta il Riconoscimento di Diritto Diocesano alla Congregazione.
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In
seguito il Vescovo Mons. Gaetano Michetti continua a seguire l'evolversi
dell'Opera con paterna benevolenza.
Madre
Flora sin dall'inizio vuole che nella spiritualità dell'Istituto
occupi un posto centrale la devozione alla Vergine Maria, modello
sublime di perfetta consacrazione e di assiduo servizio, che la Congregazione
venera come sua particolare Patrona, con il titolo "Regina della
Pace". In suo onore la Madre ha voluto che sorgesse una chiesina
nella sede di via Flaminia, quasi a riconoscenza della pace da lei
invocata in quei tristi anni di guerra.
Il
primo seme da lei gettato si è rivelato, con la grazia di Dio,
particolarmente fecondo. E così l'Opera è potuta crescere
ed espandersi fino a raggiungere, nel 1977, la lontana terra dell'Ecuador
ove è triste la condizione dell'infanzia a causa della miseria
e dell'abbandono.
Oltre alle diverse e molteplici strutture finalizzate alla protezione dei piccoli, la Madre ha voluto erigere, nella cittadina di Esmeraldas, un Santuario dedicato alla Vergine di Loreto per essere in comunione con la nostra Parrocchia S.Maria di Loreto ove l'Opera ha avuto inizio. Nel cuore del nuovo Santuario è racchiusa la statua, perfettamente uguale all'originale che si venera nella S.Casa a Loreto; da qui essa viene consegnata nelle mani di Madre Flora da Sua Ecc. Mons. Loris Capovilla. Il Santuario è stato consacrato il 13 dicembre 1992, da Sua Emin. il Cardinale Eduardo Pironio; si è così ravvivata l'antica devozione di questo popolo alla Vergine Lauretana, tanto viva nel secolo XVII.
La validità della vita di Madre Flora affonda, quindi, le proprie radici nel fervore dell'apostolato della carità a favore di ogni necessità dell'Istituto, nello spirito di sacrificio di una donna energica e combattiva che, superando tante prove, tante difficoltà, tante contrarietà, salda come una roccia, ha perseguito l'ideale voluto dal Signore. Le parole che possiamo riprendere dal suo testamento spirituale, risuonano chiare ai nostri orecchi: "I bambini sono la parte eletta del mio cuore; i bambini sono da amare, da proteggere, da aiutare con tutte le forze; i fanciulli devono occupare un posto centrale nel cuore e nei progetti di ogni "missionarie della fanciullezza". Testimonianze
di affetto e di gratitudine, al riguardo, sono stati i recenti incontri,
in vista del 50° dell'Opera (2001), con i nostri tanti "ex
fanciulli" che accompagnati dalle loro consorti e dai loro figlioletti
sono stati lieti di poter trascorrere una giornata nella casa dove
hanno vissuto la loro infanzia.
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