Orti Giulii.
Un capitolo aperto.

Cenni Storici

Il SERC, Comitato pesarese per lo STUDIO e il RECUPERO della CITTA’, dopo il ripristino della chiesa di S. Maria del Porto, il parziale recupero della Sinagoga di rito spagnolo e l’ampio interesse rivolto all’auspicabile restauro della chiesa dell’Annunziata, in occasione della mostra storico-fotografica "Orti Giulii. Un capitolo aperto" assolve peculiarmente al suo compito primario : quello di "illuminare" porzioni significative di Pesaro, sulle quali il passato è sinonimo di trascuratezza e abbandono, approfondirne la conoscenza e comunicare a largo spettro i risultati di tale studio. Questo è già il primo e fondamentale recupero : restaurare l’immagine degli Orti Giulii nella coscienza cittadina, stimolare il riappropriarsi di un luogo che in antico era stato definito "delizioso", diffondere il messaggio a cultori dei giardini storici ed appassionati di arte e cultura.

Gli Orti Giulii furono ideati, nel 1830, dal Conte Francesco Cassi (1778-1846), Gonfaloniere di Pesaro, insigne studioso e poeta, su progetto dell’Ingegnere ferrarese Pompeo Mancini e conseguentemente ricavati dal Bastione del Carmine, uno dei quattro baluardi, insieme alla fortezza di Rocca Costanza, della cerchia muraria pentagonale cittadina, innalzata tra il 1512 e il 1564 sotto il ducato dei Della Rovere.

Non furono un semplice giardino pubblico, ma un luogo dai molteplici valori : si devono concepire infatti come monumento onorario alla figura di un altro membro dell’élite municipale cittadina, il letterato Giulio Perticari (1779-1822), dal quale deriva la denominazione "Orti Giulii" ; come orto botanico, che poteva vantare oltre un migliaio di specie vegetali ; come museo archeologico per epigrafi e busti greci e latini (ora al Museo Oliveriano cittadino) ; come modello particolarmente audace, volto a restituire nuova dignità ad un sistema di fortificazione che aveva perduto la sua fondamentale funzione difensiva.

Per attuare il nobile progetto il Cassi si servì delle sue numerose elevate conoscenze, sparse in ogni luogo d’Italia, le quali "associandosi" alla sua traduzione del poema latino "Farsalia" di Lucano, versavano il loro contributo alla realizzazione dell’opera.

Gli Orti Giulii, quindi, si presentano come un preziosissimo frammento di storia pesarese e universale, che merita di essere compreso e ammirato al di fuori della limitata cerchia cittadina.