Lungo la Statale Adriatica, dopo Fano, in prossimità della foce del Metauro, si trova il Santuario della B.V. di Ponte Metauro. La sua origine, secondo la tradizione, di deve a S.Francesco d'Assisi che nel 1219, compì un miracolo nella "selva" attigua. La comunità francescana che si stabilì nel sito, dove già dal 1148 esisteva un ospedale, ebbe grande impulso con il Beato Francesco (Cecco) da Montegranaro, cui si deve la committenza dell'affresco della Madonna che allatta il Bambino. I numerosi prodigi operati dalla sacra immagine conferirono grande fama al luogo, tanto da condurvi personaggi illustri quali il cardinal Guglielmo da Novelletto (1374), Carlo Malatesta e Elisabetta Gonzaga (1399) provenienti da Rimini, a piedi, per sciogliere un voto. La visita di Papa Giovanni Paolo II a Fano nel 1984, in occasione della quale l'immagine è stata incoronata ed eletta patrona dei marinai, ha riattualizzato l'importanza del Santuario.
A circa tre chilometri dalla città, in località Tre Ponti, nei pressi della Superstrada Fano-Grosseto, sorge il Santuario della Beata Vergine della Colonna, edificato nel 1959 per dare degna collocazione alla prodigiosa immagine della B.V. delle Grazie, venerata già nel 1700.
Risalendo la Via Flaminia, si può deviare per l'Eremo di Monte Giove, luogo di meditazione e ristoro spirituale, con il convento camaldolese, l'annessa chiesa di S.Salvatore e il boschetto attiguo, autentico "belvedere" sull'Adriatico da un lato e sull'Appennino dall'altro.
Tornando alla Falminia, con deviazione a Calcinelli, si giunge a Cartoceto e si incontra il Santuario della B.V. delle Grazie, ovvero la Collegiata nella quale, nel 1886/87, fu eretta la cappella che accoglie il dipinto della Beata Vergine Maria con il Bambino in grambo (II metà del sec.XIV), già oggetto di diffusa devozione popolare dopo numerosi eventi miracolosi.
Di seguito si perviene al Santuario del Beato Sante Brancorsini, nei pressi di Mombaroccio. L'antico convento di Santa Maria di Scotaneto, uno dei primi insediamenti francescani nelle Marche (1223), edificato nel 1351, subì continue trasformazioni. La vicenda dell'umile frate Giansante Brancorsini - appartenente a nobile famiglia di Montefabbri di Urbino, che pentitosi dopo l'uccisione in duello di un suo coetaneo, chiese rifugio in questo convento -, i numerosi fatti miracolosi che lo accompagnarono in vita e dopo la morte, ebbero grande fama, tanto che ancora oggi il Santuario è meta di numerosi pellegrinaggi.
Strettamente legato alla media vallata del Metauro, tanto che nella seconda domenica di maggio, all'alba, pellegrini percorrono la strada che da Cartoceto conduce a Candelara, è il Santuario di Santa Maria dell'Arzilla. Eventi prodigiosi legati ad una sacra immagine della Madonna, posta in edicola all'aperto, determinarono la costruzione della chiesa gotica, nel 1462, anno in cui la comunità di Saltara commissionò il dipinto della Madonna della Misericordia a Giovanni Antonio da Pesaro.
Tornando sulla Flaminia, si prosegue per Fossombrone, situata tra due colli contrapposti: sul versante delle Cesane si trova il Santuario di Sant'Aldebrando alla Cittadella (officiato solo la domenica, festa il 1 maggio), e su quello opposto, dei Cappuccini o dei Santi, sorge il Santuario del Beato Benedetto Passionei. Il convento risale al sec.XVI; eretto nel 1529, fu completamente ricostruito nel 1580-85, dopo l'ingresso del giovane conte urbinate Marco Passionei, poi fra' Benedetto, beatificato nel 1867 dal pontefice Pio IX. La prima cappella a sinistra, in chiesa, accoglie il corpo del Beato, gli affreschi di Ciro Pavisa (1932-35) ne illustrano episodi della vita. Nella notte precedente l'ultima domenica di aprile, si svolge un suggestivo pellegrinaggio notturno che rievoca l'aiuto prestato da un giovane al frate, mentre saliva al convento carico di pesi.

 

 

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